E!State Liberi! e altre robe Sicule – diario di una campista

Sono tornata da due giorni dalla bellissima seppur-con-strade-demmerda-caldissima Sicilia e già a Milano piove. Ma ormai alla legge di Murphy ci sono abituata e quindi, invece che piangermi addosso, vado in cucina, apro il frigo, e mi metto a mangiare gelato, esattamente come farebbe qualsiasi persona matura e razionale. Proprio così.
Sta di fatto che agosto è arrivato bussando alla mia porta più veloce del previsto, per portarmi su un aereo, e poi su un altro, e poi su un autobus, e poi su un altro autobus, e poi su un furgoncino, e poi via così finché eccomi qui, a farvi un elenco di tutte le cose che ho fatto e imparato in queste ultime due settimane, giusto perché so che non potevate fare a meno di saperle. Giusto? Giusto. Sarà meglio per voi.

COSE CHE CHIARA HA FATTO IN SICULANDIA
(Dai, so che volete procrastinare il dovere ancora per un po’):

– Ho passato una settimana a lavorare in un campo di Libera, presso il campo Rosario Livatino di Naro (Ag), in cui ho fatto tante cose fighe tipo pulire le arnie dalla propoli, scoprire nuove associazioni emergenti, e soprattutto sfracellarmi al suolo ritrovandomi le mani afflitte da potenziali stigmate di origine demoniaca;
– Ho visitato la Farm Cultural Park, una zona di Favara completamente ristrutturata e frequentata da bellaggente, che da un totale scatafascio degno dei peggiori bar di Caracas è diventato un posto super figo simile alle caffetterie hipster milanesi;
– Ho passato tipo otto ore in pullman in un solo giorno per andare da Agrigento a Siracusa, perché non esistono tratte dirette di autobus/treni/carretti/nuvole speedy che le colleghino. Just sayin’. Ah, e se vi dovesse capitare di dover prendere il pullman per Agrigento dall’aeroporto di Catania, tirate fuori l’Usain Bolt che è in voi;
– Ho incontrato un tizio che conosce tutte le lingue del mondo. E lo dimostra cantando questa sublime composizione canora nella lingua richiesta al momento;
– Ho assaggiato tanti tipi di miele per capirne le differenze, ma tanto sul gelato ci stanno bene tutti;
– Sono stata in un pulmino da 9 in compagnia di altre 18 persone. In contemporanea. Ma era per una buona causa, lo giuro*;
– Ho comprato a Siracusa delle cartoline super carine in un posto che si chiama CircoFortuna, negozietto che ho stalkerato brutalmente su Google per poi scoprire che il loro sito è in manutenzione, e quindi niente link. Ma ho scoperto anche che l’artista di chiama Caroline van Riet e che in realtà è abbastanza famosa. Comunque fa dei disegni super dolci con gatti, cuori, casette sulla luna e cose così, per persone fighe dentro, ma magari anche fuori;
– Ho chiesto un panzerotto e il tizio del bar mi ha risposto “indicamelo che non so cos’è”;
– Ho chiesto una brioche e mi hanno portato un panino;
– Ho mangiato la granita al pistacchio e credo sia ancora più buona della cheesecake, ma non oso dirlo ad alta voce, se no tutte le cheesecake che mi sono mangiata nella vita si rivoltano contro il mio organismo e muoio;
– Ho incontrato un sacco di persone fantastiche da tutta Italia, che mi hanno insegnato a non farmi andare bene le cose solo perché sono sempre state così, e anche molta altra roba figa come i modi di dire in toscano;
– Ho pianto sull’aereo, ma i vecchietti di fianco a me per fortuna dormivano. Così come la tizia di fronte, dopo aver abbassato comodamente tutto il suo sedile su di me pensando forse che io fossi una reduce di guerra senza gambe;

Per questo, e per molto altro, credo di aver lasciato inesorabilmente un pezzetto di cuore in Sicilia.
Quindi per ora addio e grazie per tutto il pesce, picciotti beddi.

*dovevamo andare in pasticceria. Se non è una buona causa questa.

8 pensieri riguardo “E!State Liberi! e altre robe Sicule – diario di una campista

  1. niente applausi sull’aereo appena toccata terra? sei stata dalle mie parti, la Farm è una bellissima realtà sorta da case diroccate, le strade fanno veramente schifo, anche quando sono aperte, per la granita ti consiglio la prossima volta quella al gusto gelsi. e tutti lasciano un pezzo di cuore in sicilia è una specie di pegno da pagare e la chiusura con quella citazione ci sta alla grande!

    1. Presa quella al gelsi, strabuona! Comunque sì, ho notato che le strade degradate sono una realtà diffusa un po’ in tutto l’agrigentino… ma confido nelle nuove generazioni! 🙂

      1. le strade degradate non sono una realtà diffusa, sono una caratteristica e da siciliano più che nelle nuove generazioni confido in un’invasione aliena! 🙂

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