Cosa abbiamo imparato dalla storia, e robe così.

Quando andavo in prima media ed ero convinta che High School Musical fosse una cosa figa, non capivo il perché di molte cose. Molte cose -ma molte davvero- non le capisco nemmeno ora, ma questa è un’altra storia.
Ad ogni modo, tra le tante cose che non capivo, oltre al fatto che i professori fossero delle persone con dei sentimenti e che gli adulti non avessero una soluzione per tutto, c’era nel mio bagaglio di conoscenze la più totale assenza di informazioni sulle motivazioni che obbligavano noi, giovani e pimpanti dodicenni in piena tempesta ormonale, a studiare una materia come Storia.
Non ho ricordi precisi di come questa tabula rasa abbia conosciuto la sua fine, se devo essere sincera. Non ricordo chi me lo spiegò, non ricordo quando, non ricordo come. Ma se c’è una cosa che ricordo bene, è che nulla mi sembrò più chiaro e razionale del fatto di studiare gli errori del passato per poter progettare meglio il nostro futuro. Che diamine, come avevo fatto a non pensarci prima? Sembrava una cosa così facile, allora. Sembrava così facile credere che oggi avessimo capito qualcosa, di tutto quello che era successo, di tutto quello che l’uomo aveva creato e distrutto sul pianeta Terra, di tutto quello che avremmo dovuto fare, di onesto e di giusto, per progettare un futuro migliore. Sembrava una cosa così facile.

Ma che cosa abbiamo imparato?
Abbiamo imparato che nel mondo c’è molta povertà, e che c’è sempre stata, e ci sarà sempre, e che chi è povero, in fondo, se la sarà cercata in qualche maniera. Abbiamo imparato che se le cose vanno male è di sicuro colpa della politica, perché la politica fa schifo, così come tutti i politici e chi li sostiene. Abbiamo imparato che la causa di tutti i nostri mali è la crisi economica, e che non possiamo andare da nessuna parte, e nemmeno provarci, perché tanto andrebbe male in ogni caso. Abbiamo imparato che studiare letteratura non serve a nulla, se non a diventare gobbi e malati come Leopardi, e che studiare matematica non serve più, oggi, dato che ci sono le calcolatrici. Abbiamo imparato che al cuor non si comanda, a patto che gli altri siano d’accordo. Abbiamo imparato che se per affermarci dobbiamo schiacciare qualcuno non importa così tanto, dato che qualcuno ha fatto lo stesso con noi. Abbiamo imparato che niente e nessuno può mettere in dubbio ciò in cui crediamo, a meno che non lo si faccia per una giusta causa, come un posto di lavoro, o una grande quantità di denaro. Abbiamo imparato che nessuno è razzista, sessista, e nemmeno omofobo, ma che è colpa dei neri e delle donne e dei gay se le cose nel mondo vanno male. Abbiamo imparato che ci possiamo pensare domani, che le cose vanno bene così come sono, che non c’è nulla da cambiare. Abbiamo imparato che le guerre sono lontane, che non ci riguardano più, perché dopo la Seconda Guerra Mondiale nessuno si sognerebbe più di credere a quello che gli dicono senza farsi due domande, o di affidarsi alle armi, o di credere che la propria verità sia superiore alle altre. Abbiamo imparato che i paesi occidentali sono i migliori di tutti, perché da noi non ci sono problemi di alcun tipo, da noi c’è il progresso, da noi le donne sono trattate bene, da noi ognuno può essere se stesso, e da noi la verità è sempre a portata di mano, cristallina e trasparente, per chiunque, in ogni momento. Già. Abbiamo imparato che siamo onesti, e buoni, e giusti, e che sono gli altri a non esserlo mai. Abbiamo imparato che l’acqua è una risorsa preziosa, ma che in fondo fare le lunghe docce calde è bello, e noi non possiamo mica rinunciare a tutto. Abbiamo imparato che se nessuno si arrabbia per qualcosa allora questo qualcosa va di sicuro bene, e che se invece qualcuno si arrabbia allora questo qualcosa va di sicuro male. Abbiamo imparato che chiunque può crescere un bambino e dargli affetto ed educarlo bene, a patto che siano un uomo e una donna e che siano sposati, altrimenti solo Freud può sapere che accadrebbe. Abbiamo imparato che le regole vanno rispettate, ma che se alla fine per una volta non le rispetti a chi importa, tanto lo fanno tutti. Abbiamo imparato che se vediamo qualcuno sbagliare dobbiamo far finta di nulla, perché non sono affari nostri. Abbiamo imparato che noi donne siamo già eguali agli uomini, ma che non possiamo mica lamentarci se andiamo in giro con la gonna e ci succede qualcosa. Abbiamo imparato che non ha più senso parlare di femminismo, di lotta al razzismo, di guerre, di lotta per la libertà di parola e di informazione, dato che, tanto, siamo nel ventunesimo secolo. Già, nel ventunesimo secolo.

Eppure, quando me l’hanno spiegato, sembrava tutto così facile.

4 pensieri riguardo “Cosa abbiamo imparato dalla storia, e robe così.

  1. così ad occhio e croce sembra che non abbiamo imparato niente, ma forse lo stiamo facendo per i posteri!

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