Disagio: Definizione ed Etimologia del Termine

Il termine disagio ha delle radici antichissime. Coniato dall’antico popolo dei disageni, popolo noto soprattutto per non essere noto, aveva un significato che potrebbe essere ricondotto al sintagma italiano “mi piace mangiare le foglie assai”. Tuttavia, per ragioni controverse che noi oggi non tratteremo, è giunto a noi con un significato ben diverso.
Mediato dall’influenza del gaelico antico e dell’esperanto, il termine ha in realtà oggi diversi significati. La definizione più nota è comunque quella che descrive il disagio come “la beffarda sensazione di disprezzo per il genere umano e per se stessi che gli individui provano nel momento in cui si rendono conto di aver detto o fatto qualcosa di estremamente idiota senza alcuna ragione”, anche se, per descriverlo esaurientemente, necessiteremmo di termini e concetti che sfuggono alla comprensione della nostra specie.
Dall’inizio della storia ad oggi, il disagio è stato un elemento fondamentale per la vita dell’uomo, tanto che spinse gli antichi egizi a rendersi conto della supremazia della razza felina, e il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, a ipotizzare l’esistenza della pulsione di morte, anche conosciuta come Thanatos (termine che, notoriamente, in greco antico significa “credo che il mondo mi odi”). Recenti rilevazioni meta-analitiche, inoltre, hanno riportato che il disagio è stato tra gli argomenti di discussione più in voga nel ventesimo secolo, dopo i Beatles, le Cadillac, e la zuppa Campbell’s.
Il disagio è oggi una patologia che colpisce un italiano su uno, a parte quelli più convinti o quelli che se avessero buon senso ne sarebbero colpiti eccome, che può avere terribili sintomi, nonché atroci conseguenze sulla vita quotidiana dei soggetti, dalla perdita della capacità di camminare come persone normali mentre si attraversa la strada, alle improvvise e continue risatine senza senso, dall’abuso di sostanze ipercaloriche, al desiderio irrefrenabile di ascoltare i Radiohead mentre si abbraccia un cuscino chiusi in una stanza da soli.
Il grafico sottostante, fornito dall’IDIOTA (Istituto Disagiati Italiani Operante fino al Trenta Agosto) illustra la giornata tipica di un soggetto affetto da disagio:

Immagine

Purtroppo, gli studiosi non hanno ancora trovato dei rimedi a tale patologia, ma secondo alcuni studi recenti, portati avanti da un gruppo di specializzandi dell’università vaticana, pare che darsi all’ascetismo possa fornire un notevole sollievo.
Tuttavia, se vi rendete conto di soffrire di disagio, non aspettate a confidarlo a qualcuno: potreste sempre scoprire di essere in buona compagnia. Sapete come si dice: meglio insieme che soli e disagiati.

2 pensieri riguardo “Disagio: Definizione ed Etimologia del Termine

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